I Luoghi - MARINO

Castello Frangipane o Torre Orsini
L’insediamento di Marino viene segnalato per la prima volta come castrum in un atto del 1230, nel quale i Monaci di Grottaferrata cedevano alla vedova di Graziano Frangipane, Giacoma dei Normanni, un fondo posto a latere del castro Morini. La famiglia dei Frangipane assume il controllo del Castello nel 1237 e lo conserva fi no al 1253 quando sotto il Pontificato di Innocenzo IV passa fra i beni dei Monasteri di San Saba di Roma e di Santa Maria di Grottaferrata.
Nel 1266 il Cardinale Giovanni Orsini procuratore del Convento di San Saba, cede il castello al nipote Cardinale Matteo Rubuo Orsini. Da questo momento per oltre un secolo è sotto il dominio della famiglia degli Orsini che solo per brevi periodi sono costretti a cederne il controllo alla Chiesa Romana. È nel Castello di Marino che fu tramata la congiura da parte di Napoleone Orsini contro Bonifacio VIII. Durante il Tribunato di Cola di Rienzo fu il punto di riferimento di baroni romani contro di lui. In questo periodo il Castello andava acquistando una sempre più rilevante potenza, contando oltre tutto su una popolazione sempre più numerosa. Come molti altri Castelli del Lazio, fu centro di lotte tra i vari signori: i Frangipane, i Pierleoni, i Corsi, i Colonna, e tra questi il potere pontificio. Nel 1408 il Castello fu in mano a Ladislao, re di Napoli, il quale lo concesse in feudo ai Colonna come compenso per l’aiuto ricevuto da loro nella guerra contro il Papa.
A partire da allora si può dire che, a parte qualche eccezione, l’insediamento fu continuamente controllato dalla famiglia dei Colonna che ne mantenne la proprietà fino al 1916, quando concesse in perpetua enfiteusi al Comune di Marino il Palazzo, il Parco ed il Borgo e iniziarono la vendita del territorio a piccoli e medi proprietari.

Il territorio
Il territorio di Marino fu abitato fin dalla preistoria da popolazioni latine, stanziatesi circa tremila anni fa intorno ai laghi e sulle alture dei Monti Albani. Di alcuni centri abitati, che facevano parte della Lega Latina, sono stati tramandati i nomi dagli antichi storici: Bovillae (Frattocchie), Mugilla (S. Maria delle Mole), e Ferentum (Marino), nei boschi del quale, presso la sorgente della ninfa Ferentina, si svolgevano le Feriae Latinae, l’assemblea generale annuale delle 47 città confederate aventi per capitale Albalonga. Durante la guerra civile tra Mario e Silla, quest’ultimo, vincente, impose una presenza militare nella zona. Nasce così il Castrimoenium, l’Oppidum o città fortificata sulla quale si svilupperà Marino. Dopo un lungo periodo di decadenza inizia, tra il IX e il X secolo, la lunga storia feudale della città; sul nucleo antico si insedia il Castello dei Conti di Tuscolo poi passato agli Orsini e da questi ai Colonna, che ne restarono signori fino al 1816. La fontana dei mori nella piazza d’entrata al paese testimonia la cattura e la deportazione di schiavi da parte di Marcantonio Colonna, dopo la vittoria contro i Turchi a Lepanto.

Basilica Collegiata S. Barnaba Apostolo
Risale al XVII secolo e si trova nei pressi del Palazzo comunale. La Chiesa ha una facciata barocca con modanature in peperino, sulla quale si legge l’iscrizione del cardinale Girolamo Colonna con la data dell’apertura dell’edificio. Nelle due porte minori si scorgono due nicchie con le statue dei due Santi protettori di Marino: San Barnaba e Santa Lucia. Anche l’interno è di gusto barocco.
La festa patronale di San Barnaba si celebra fin dal 1619, l’11 giugno. Si tiene una processione per le vie cittadine e viene mostrato il braccio del Santo, reliquia custodita nella basilica.

Chiesa di S. Maria delle Grazie
Tra le chiese più antiche di Marino, connessa all’ex Convento degli Agostiniani, risale all’incirca al XV secolo; conserva all’interno un affresco attribuito al pittore fiorentino Benozzo Bozzoli e una scultura in legno di scuola napoletana raffigurante San Nicola da Tolentino. Nella seconda cappella, posta sulla sinistra, si trova una tela raffigurante San Rocco attribuita addirittura al Domenichino (1581-1641).

Museo Civico Umberto Mastroianni
Inaugurato nel 2000, ha sede nell’ex chiesa di Santa Lucia, ed accoglie la raccolta dell’Antiquarium Comunale, che aveva sede nella Sala dei Papi di Palazzo Colonna. Vi sono esposti numerosi reperti di epoca protostorica, romana e medievale, e una notevole collezione di atti notarili a partire dal XVI secolo. L’intento della nuova struttura è quello di divenire un centro di diffusione del patrimonio storico-artistico locale, tramite l’organizzazione di convegni, mostre e visite guidate, non solo all’interno del museo, ma anche nei siti più interessanti del centro storico e nel territorio circostante.
Per informazioni: tel. 06 9385681

Fontana del Nettuno
Conosciuta anche come Fontana del Cavallo, fu scolpita dall’artista siciliano Michele Tripisciano nel 1889 e raffigura il Tritone che trattiene per le redini un cavallo marino con alla base, a simulazione delle onde, copiosi gettiti d’acqua. Alle due estremità è posto lo stemma della città sormontato da una corona e alla cui base sono collocate vasche a forma di conchiglia per la raccolta dell’acqua potabile.

Mitreo
Il santuario posto in una galleria, mostra sulla parete di fondo il dipinto rappresentante Mitra all’ingresso di una grotta, nell’atto di tagliare la gola ad un toro bianco. Il dio ha la testa girata a sinistra verso il Sole, all’altro lato è la Luna. In basso si vedono un cane e un serpente che bevono il sangue che esce ed uno scorpione punge i testicoli del toro.
In basso a sinistra c’è Càutes con la fiaccola alzata e accesa, mentre a destra c’è Cautòpates con la fiaccola abbassata e spenta. Quattro scene per lato, riportano le fasi più significative del mito, a sinistra: 1) Lotta fra Giove e i Giganti; 2) Saturno sdraiato; 3) La nascita di Mitra da una roccia; 4) Mitra cavalca il toro bianco. A destra: 5) Mitra trascina il toro per le zampe posteriori nella grotta; 6) Mitra inizia il Sole, ai misteri; 7) Le due divinità stringono la mano destra diventando alleati; 8) Mitra fa uscire l’acqua da una roccia. Davanti al dipinto c’è un cippo di peperino con un’iscrizione che si riferisce ai frequentatori, forse gli schiavi delle cave di peperino che sorgevano nelle vicinanze.

Marcantonio Colonna
Il più famoso dei Colonna, figlio di Ascanio e di Giovanna d’Aragona, vincitore della battaglia di Lepanto del 1571 al comando delle forze pontificie, abitò per lungo tempo con la famiglia a Marino, dove rientrò il 4 novembre 1571 al ritorno da Lepanto, prima di entrare trionfalmente a Roma il 4 dicembre. Il suo ingresso trionfale viene rievocato ad ogni Sagra dell’Uva, con il corteo storico.

___________________________________________________

< Home