I Luoghi - GENAZZANO
Castello Colonna
Lasciandosi Roma alle spalle e viaggiando verso sud-est, immerso nella lussureggiante e fertile valle che si allarga ai piedi dei Monti Prenestini, adagiato su una collina di tufo, ecco apparire Genazzano, ridente borgo medievale tutt’oggi ben conservato; l’antico abitato si stende a spina di pesce lungo l’asse verticale dello sperone tufaceo sulla cui sommità domina il castello Colonna.
L’attuale conformazione della mole colonnese è frutto di numerosi rifacimenti, ampliamenti e trasformazioni: i Colonna, dominatori di Genazzano, lo costruirono e lo abitarono trasformandolo, nel corso dei secoli, da rocca difensiva a residenza extraurbana, a palazzo signorile.
I Colonna però erano feudatari di fatto e non di diritto; avevano occupato, infatti, territori con la forza delle armi e governavano col tacito accordo del pontefice senza comunque aver ricevuto una vera investitura feudale. Si spiega così la riluttanza dei genazzanesi a farsi governare dai colonnesi: tale conflittualità si protrasse fino al 1417, anno in cui salì al soglio pontificio Oddone Colonna che scelse il nome di Martino V, unico pontefice che ebbe i natali da questa famiglia. Con Martino V avvenne la trasformazione del castello da fortezza a castello residenziale.
Attualmente, grazie ai lavori di restauro intrapresi dal Comune di Genazzano, che lo acquistò nel 1979, il castello sembra tornato agli antichi splendori: l’ala settentrionale e il suo “Belvedere” sono stati ricostruiti ripristinando la comunicazione fra tutte le stanze.
Altro da vedere
Porta San Biagio
La Porta è sormontata da un’edicola sorretta da colonnine marmoree. Nella nicchia si intravede un affresco da poco restaurato di una Madonna con Bambino, identificato come “Madonna di Loreto”.
Acquedotto Romano
Nel lato occidentale del Parco degli Elcini sono ancora visibili i resti dell’antico acquedotto romano, fatto ricostruire da Filippo I Colonna, duca di Paliano, per fornire acqua al Castello Colonna.
Borgo
Il Borgo conserva tuttora l’impianto originale nato a seguito della convenzione stipulata nel 1379 da Fabrizio e Stefano Colonna, la quale regolava la costruzione di nuove abitazioni per il popolo all’interno delle mura del Castello.
San Pio
Costruita nel XV sec. sotto Papa Pio II, la chiesa ha una facciata preceduta da doppia scalinata e portico, sotto cui c’è un affresco raffi gurante la Madonna in Trono con Bambino. Nel chiostro dell’annesso convento, di origine medievale, tenuto da sacerdoti irlandesi, ci sono delle cunette affrescate con Scene della vita di San Francesco di V. Manetti, a cui pure si debbono alcuni affreschi all’interno.
Casa Brancaleone
È situata in via Brancaleone tra Piazza D’Amico e Piazza San Giovanni, il portone a tutto sesto ha una cornice con due draghi che sostenevano lo stemma della famiglia, asportato e attualmente sistemato nel chiostro del Convento di S. Pio.
Ninfeo Bramante
Sorge su quello che era il Giardino Vecchio del castello. Di data incerta, forse fu costruito tra il 1501-1503 sotto il papato di Alessandro VI Borgia il quale lo abbellì e fortificò; o più probabilmente fu eseguito su commissione del cardinale Pompeo Colonna al Bramante tra il 1507-1511.
Santuario della Madonna del Buon Consiglio
L’originaria chiesa di Santa Maria risale alla fine del X secolo. Fu poi trasformata in cimitero, che si trova oggi al di sotto dell’attuale pavimentazione del santuario.
Nel 1356 Pietro IV di Giordano Colonna affidò la parrocchia ai religiosi eremitani di Sant’Agostino i quali avevano fin dal 1278 il monastero di San Francesco fuori le mura del paese che, abbandonato, crollerà nel XVI secolo.
L’apparizione dell’immagine miracolata di Maria, venerata con il titolo di Buon Consiglio, segnò un momento fondamentale per la storia della chiesa: la tradizione vuole che l’immagine si sia staccata da una chiesa di Scutari in Albania, all’arrivo dei musulmani, e abbia raggiunto la chiesa di Genazzano accompagnata da una schiera di angeli durante il vespro del 25 aprile 1467. L’immagine sacra andò a posarsi su un muro della chiesa che in quel tempo la Beata Petruccia, vedova e terziaria agostiniana vissuta nella seconda metà del 400, aveva iniziato a costruire fra mille difficoltà e che venne concluso in poco tempo grazie alle elemosine dei pellegrini.
San Nicola
La chiesa, dedicata al Santo patrono Nicola di Bari, è una delle più belle e antiche di Genazzano. Collocata all’interno della Rocca, faceva parte del borgo, di cui era la chiesa ufficiale. A questa fu particolarmente legato Papa Martino V, nato a Genazzano e proprio qui battezzato. Grazie alla sua opera fu elevata a Collegiata e fu dotata di privilegi, reliquie e rendite; fece eseguire il soffitto e la pavimentazione cosmatesca nella quale possono essere rintracciati frammenti di lapidi antiche e sepolcri medievali.
San Giovanni
La piccola chiesa si trova nella piazza sottostante il Castello Colonna.
Il presbiterio conserva, murata nella parete, un’acquasantiera con sovrapposta custodia di olii santi scolpita a basso rilievo, entrambi in marmo del XV secolo ed una colonnina marmorea tardo gotica. A destra dell’ingresso si trova un marmoreo fonte battesimale coperto da una quattrocentesca cupola in legno a base ottogonale con lanterna.
Chiesa di S. Croce
Si trova dentro la cinta muraria, risale al X secolo, ed era un tempo proprietà dei Benedettini di Subiaco che erano i principali feudatari delle terre laziali della Santa Sede e che per le numerose donazioni avvenute in epoca medievale, possedevano la maggior parte del territorio genazzanese.
San Paolo Apostolo
La chiesa sorge sulla piazza G. E. D’Amico una volta chiamata Piazza Reale.
Chiamata nelle antiche visite pastorali Colleggiata Primaria Maggiore e Matrice, la chiesa di San Paolo Apostolo è probabile sia stata eretta nel XIII secolo.
Palazzo Apolloni
L’edificio è in stile gotico aragonese. Passato di proprietà alla famiglia Apolloni, l’edificio cosiddetto Uditorato, fu sede del Tribunale del Barone. Nel 1910 il Palazzo fu acquistato dal Cardinal Vincenzo Vannutelli che ne commissionò il restauro all’architetto Giovenale, il quale fondava il suo principio di restauro sulla ricomposizione dell’edificio mediante la riproduzione di elementi originali.
Brancaleone
Tra i molti personaggi celebri cui Genazzano ha dato i natali compare anche Giovanni Bracaleone de Carlonibus, detto Brancaleone, nato in una casa tra le più eleganti per struttura in una via del paese che attualmente porta il suo nome. Vassallo dei colonnesi, partecipò a numerose battaglie, tra le quali la celebre “disfida di Barletta” del 1503, dove, scelto da Prospero Colonna, fu uno dei maggiori protagonisti. Visse per molti anni a Genazzano dove si spense nel 1525.
Il luogo della celebre sfida, la città di Barletta sorge di fronte al promontorio del Gargano proprio in riva al mare Adriatico.
I francesi, con il tacito appoggio del papa Luigi XII, erano riusciti a conquistarsi importanti avamposti nel nord Italia, tra cui la città di Milano. La rivalità dell’esercito spagnolo li costrinse però ad un compromesso, il celeberrimo Trattato di Granata (firmato segretamente nell’inverno del 1500), con il quale si stabiliva la spartizione dell’Italia del sud, con le odierne Calabria e Puglia in mano spagnola e l’Abruzzo e la Campania in quella francese.
E fu proprio da questa spartizione che si crearono le premesse per la Disfida di Barletta. Fu stabilito il numero degli sfidanti in tredici cavalieri con due ostaggi per parte, quattro giudici e sedici cavalieri quali testimoni.
I cavalieri, schierati in file opposte, una di fronte all’altra, si lanciarono veloci al galoppo. Lo scontro fu violentissimo, e dopo il primo ci fu il secondo, e poi un’altro, con ogni tipo di arma e vigore e odio e passione. Tra la polvere, tra le urla, tra l’emozione, all’ennesimo assalto, si profilò la vittoria degli italiani, che diedero il colpo finale ai francesi.
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